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	<title>Scienza.alfa</title>
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		<title>Il respiro del continente (antartide)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 18:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ghiaccio/Neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Il post che segue e&#8217; tratto dalla rivista del Club Alpino Italiano. Il continente antartico è lontano. Ma il suo respiro, le masse d’aria che smuove, influenzano il clima del pianeta intero, dal continente australe, fino alle alte latitudini di quello boreale. Se qualcosa nel clima sta cambiando in Antartide, qualcosa cambierà anche da noi. &#8230; <a href="http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2012/02/17/il-respiro-del-continente-antartide/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=817&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il post che segue e&#8217; tratto dalla rivista del <a href="http://www.cai.it">Club Alpino Italiano</a>.</p>
<p>Il continente antartico è lontano. Ma il suo respiro, le masse d’aria che smuove, influenzano il clima del pianeta intero, dal continente australe, fino alle alte latitudini di quello boreale. Se qualcosa nel clima sta cambiando in Antartide, qualcosa cambierà anche da noi. Per saperlo non resta che misurare, costantemente i parametri climatici del continente.</p>
<p>Il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, giunto nel 2011 alla 27esima edizione, possiede 15 stazioni meteorologiche distribuite tra la base Mario Zucchelli (sulla costa, a Baia Terra Nova) e la base Concordia (sul plateau antartico). Ogni anno, Riccardo Schioppa (ENEA, Foggia) e Antonio Iaccarino (ENEA, Casaccia) si occupano della manutenzione e della sostituzione dei sensori che misurano temperatura, umidità, correnti ed altri parametri atmosferici. I dati vengono trasmessi ad una rete meteorologica internazionale e servono sia a calibrare i satelliti meteo che utilizziamo per le previsioni, sia a generare quei modelli climatici con cui gli scienziati cercano di comprendere l’evoluzione climatica della Terra. Alcune stazioni hanno quasi 30 anni, spiega Schioppa, e questa è una soglia importante nello studio del clima: serie storiche di trenta o più anni iniziano ad essere significative nella generazione dei modelli climatici. Per i due tecnici dell’ENEA non c’è dubbio: queste stazioni sono importanti, anche se potrebbero sembrare collocate in posti fuori dal mondo. „Perchè qui?“, dice Schioppa, <a href="http://scienzapuntoalfa.files.wordpress.com/2012/02/catena-transantartica.jpg"><img class="wp-image-820 alignright" title="catena transantartica" src="http://scienzapuntoalfa.files.wordpress.com/2012/02/catena-transantartica.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a>„Perchè l’Antartide è il motore bianco del pianeta“. Un motore forte, certamente, ma il cui meccanismo è complesso, e gli scienziati cominciano proprio ora a comprenderne il funzionamento.</p>
<p>E qui di seguito una breve intervista a Schioppa.</p>
<p><em>Un ringraziamento al <a href="http://www.pnra.it/">PNRA</a>, ed a <a href="http://www.fjallraven.se/">Fjall Raven</a>, <a href="http://www3.pny.com/homepage.aspx">PNY</a>,per il supporto.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/817/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=817&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il ritiro della banchisa</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 21:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un video che mostra con chiarezza la progressiva diminuzione della estensione del ghiaccio marino nell&#8217;Artico. Il video e&#8217; estremamente educativo. Quello che si vede sono e&#8217; l&#8217;estensione mensile della banchisa: 12 mesi per trent&#8217;anni, dal 1978 al 2008. Quindi si passa dalla estensione minima estiva a quella massima invernale. La chiazza bianca piu&#8217; evidente &#8230; <a href="http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2012/01/12/il-ritiro-della-banchisa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=814&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=j83jluAA3DA&amp;feature=player_embedded">video </a>che mostra con chiarezza la progressiva diminuzione della estensione del ghiaccio marino nell&#8217;Artico. Il video e&#8217; estremamente educativo. Quello che si vede sono e&#8217; l&#8217;estensione mensile della banchisa: 12 mesi per trent&#8217;anni, dal 1978 al 2008. Quindi si passa dalla estensione minima estiva a quella massima invernale. La chiazza bianca piu&#8217; evidente rappresenta il ghiaccio pluriennale, quello che neppure in estate si sciogle. Mentre il ghiaccio invernale, che sigilla l&#8217;intero Oceano Artico, e che arriva a congelare l&#8217;intera baia di Hudson in nord America, e&#8217; in un blu chiaro. Se siete amanti degli orsi polari, <a href="http://www.polarbearsinternational.org/polar-bears/maps-and-trackers/bear-tracker#">qui c&#8217;e&#8217; un sito</a> in cui potete seguirli grazie ad alcuni radiocollari.<br />
Interessantissimi anche le boe strumentate che gli scienziati hanno posto in alcuni punti della banchisa, per seguire la deriva del ghiaccio, che galleggia sul mare ed e&#8217; quindi trasportato dalle correnti. Consiglio di provare a seguirne qualcuna per apprezzare la corrente circolare caratteristica dell&#8217;Oceano Artico.</p>
<p>Se volete prima farvi l&#8217;occhio sulla pulsazione di una sola stagione, <a href="http://www.youtube.com/watch?NR=1&amp;v=Sc-aS0rwZNI&amp;feature=endscreen">questa animazione</a> mostra l&#8217;accrescersi del ghiaccio marino nella stagione invernale 2009-2010.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/814/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=814&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Volare sulla banchisa, in Antartide</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 22:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie al PNRA. http://vimeo.com/34499743<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=812&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie al PNRA.<br />
<a href="http://vimeo.com/34499743">http://vimeo.com/34499743</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/812/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=812&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Aumentare la comunicazione tra climatologi e società</title>
		<link>http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/09/26/aumentare-la-comunicazione-tra-climatologi-e-societa/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 10:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Un noto scienziato australiano, Ian Chubb climatologo e Chief Scientist australiano (praticamente il primo referente per il governo riguardo a temi scientifici ed in genere il mondo scientifico), ha rilasciato una intervista alla ABC in cui invita, vigorosamente, i climatologi a presentare più spesso le proprie ricerche al pubblico. Secondo lui ultimamente il dibattito pubblico sul &#8230; <a href="http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/09/26/aumentare-la-comunicazione-tra-climatologi-e-societa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=805&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un noto scienziato australiano, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ian_Chubb">Ian Chubb</a> climatologo e <em>Chief Scientist</em> australiano (praticamente il primo referente per il governo riguardo a temi scientifici ed in genere il mondo scientifico), ha rilasciato una <a href="http://www.abc.net.au/news/2011-09-26/climate-change-media-coverage-very-ordinary/2942708">intervista alla ABC</a> in cui invita, vigorosamente, i climatologi a presentare più spesso le proprie ricerche al pubblico. Secondo lui ultimamente il dibattito pubblico sul clima è diventato banale, mediocre e gli scienziati dovrebbero fare di piu&#8217; per far conoscere il proprio lavoro, le proprie ricerche.</p>
<p>&#8220;Invito la comunità scientifica a imporsi e farsi sentire in temi importanti nella scienza&#8221;, dice Chubb. L&#8217;invito è rivolto a tutti gli scienziati: &#8220;non penso che sia di aiuto che questa incombenza sia lasciata a pochi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Penso che la maggioranza degli scientia debba uscire e spiegare pubblicamente perchè fanno ricerca, come fanno ricerca, come accumulano le proprie evidenze scientifiche, e cosa succede quando ci sono errori.&#8221;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/805/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=805&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Niente ostacoli ai ricercatori che desiderano parlarmi, please.</title>
		<link>http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/09/26/niente-ostacoli-ai-ricercatori-che-desiderano-parlarmi-please/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 07:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Societa&#039;]]></category>

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		<description><![CDATA[La American Geophysical Union ha pubblicato una dichiarazione in cui sostiene che agli scienziati deve essere permessa e favorita la promozione della loro ricerca, senza restrizioni. La dichiarazione è molto esplicita su un punto che mi interessa sottolineare: &#8220;With the specific limited exception of proprietary information or constraints arising from national security, scientists must be &#8230; <a href="http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/09/26/niente-ostacoli-ai-ricercatori-che-desiderano-parlarmi-please/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=799&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.agu.org/about/mission.shtml">American Geophysical Union</a> ha pubblicato una <a href="http://www.agu.org/sci_pol/positions/scientific_findings.shtml">dichiarazione</a> in cui sostiene che agli scienziati deve essere permessa e favorita la promozione della loro ricerca, senza restrizioni.</p>
<p>La dichiarazione è molto esplicita su un punto che mi interessa sottolineare: &#8220;<strong>With the specific limited exception of proprietary information or constraints arising from national security, scientists must be permitted unfettered communication of scientific results.</strong>&#8220;</p>
<p>Questo significa che chi pone limiti o condizioni alla comunicazione diretta tra gli scienziati ed il pubblico deve dimostrare diritti di proprietà o questioni di sicurezza nazionale, e <strong>deve essere specifico</strong> nelle <strong>motivazioni</strong> delle proprie richieste (condizioni e limiti sono, per esempio: sapere in anticipo cosa voglio chiedere, o pretendere di essere presente, o pormi limiti su cosa posso e cosa non posso pubblicare).</p>
<p>Gli scienziati devono poter comunicare al pubblico<strong> &#8220;without censorship, intimidation, or political interference&#8221;</strong>, si legge sempre sulla dichiarazione. È un diritto, questo, che gli stessi scienziati devono difendere.</p>
<p>In un periodo in cui <a href="http://www.nature.com/nature/journal/v468/n7322/full/468345a.html">climategate</a>, <a href="http://edition.cnn.com/2011/09/20/world/europe/italy-quake-trial/">dibattiti sul rischio</a> sismico, e molti altri ambiti scientifici sono messi a dura prova da politiche e critiche talvolta più, altre volte meno, ragionevoli, facilitare il dialogo tra accademia e società è diventato un imperativo. Un dialogo che, dice chiaramente la dichiarazione della AGU, <strong>le istituzioni devono difendere e promuovere</strong>. Non mi dilungo qui sui termini &#8220;difendere&#8221; e &#8220;promuovere&#8221;: meritano un altro ambito (<em>inzio digressione</em> &#8211; per promuovere la comunicazione tra gli scienziati ed il pubblico, gli scienziati devono essere preparati e devono avere gli strumenti per farlo: insomma, ci vuole un minimo di investimento &#8211; <em>chiusa  digressione</em>).</p>
<p>Tradotto in parole povere: una istituzione, sia questa una accademia, un centro di ricerca, un progetto che coinvolge più istituzioni, che impone limiti alla comunicazione della ricerca entra in una zona oscura, e puo&#8217; essere colpevole di avere impedito, ostacolato, una comunicazione che doveva essere libera, di più: promossa.</p>
<p>L&#8217;invito è quindi ai manager di progetti, ma anche agli uffici delle relazioni con il pubblico, o agli uffici stampa: desidero parlare con i vostri scienziati, è vostra responsabilità facilitare (e non ostacolare) al massimo questa mia richiesta.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/799/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=799&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">jacopopasotti</media:title>
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		<item>
		<title>Scongiurato un Atlasgate (anche grazie ad internet)</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 10:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ghiaccio/Neve]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono stati l&#8217;emailgate e l&#8217;Himalayagate ma questa volta gli scienziati sono riusciti a passare da accusati (di manipolare i dati, di disonestà) a guardiani della conoscenza ed hanno costretto il piu&#8217; grande atlante mondiale, il Times Atlas ad ammettere di aver compiuto un errore grossolano e grave. Merito anche di Internet se centinaia di &#8230; <a href="http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/09/22/groenlandia_atlasgate_internet/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=782&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono stati l&#8217;emailgate e l&#8217;Himalayagate ma questa volta gli scienziati sono riusciti a passare da accusati (di manipolare i dati, di disonestà) a guardiani della conoscenza ed hanno costretto il piu&#8217; grande atlante mondiale, il <a href="http://www.timesatlas.com/Pages/default.aspx">Times Atlas</a> ad ammettere di aver compiuto un errore grossolano e grave. Merito anche di Internet se centinaia di scienziati si sono radunati e consultati in due giorni, mettendo in ginocchio il colosso (la Britannica HarperCollins di Murdoch) ricostruendo l&#8217;errore e denunciandolo ai media, scongiurando così un possibile <strong>Atlasgate</strong>.</p>
<div id="attachment_783" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://scienzapuntoalfa.files.wordpress.com/2011/09/image004.jpg"><img class="size-medium wp-image-783" title="image004" src="http://scienzapuntoalfa.files.wordpress.com/2011/09/image004.jpg?w=300&#038;h=220" alt="" width="300" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">Le due mappe (12esima e 13esima edizione ) del Times Atlas a confronto</p></div>
<p><strong>La Groenlandia recupera migliaia di chilometri quadrati di ghiaccio in pochi giorni.</strong></p>
<p>Ricostruiamo gli eventi. Il <strong>15 settembre</strong> la HarperCollins distribuisce un comunicato stampa il cui titolo non poteva che far saltare sulle loro sedie i giornalisti britannici: &#8220;L&#8217;Atlante Times rende verde la Groenlandia&#8221; (il gioco di parole &#8220;<a href="http://docs.google.com/viewer?a=v&amp;q=cache:gTyhs8-vY0gJ:www.timesatlas.com/media-releases/Documents/TIMES%2520COMPREHENSIVE%2520ATLAS%252013TH%2520EDITION.pdf+press+release+times+atlas+greenland+15%25&amp;hl=de&amp;gl=ch&amp;pid=bl&amp;srcid=ADGEESgmodYzuqBsVBKrqVXs-AqqqlpQDeJFw9OdIBakITanEYwQmBR6-C14BoV1scXEgbImd__0lupOY14UtD0QkRovwjDjavXo7oNFM-ldQV7yAo_DUyHd63dXU27Y3zC9FoKCnlc0&amp;sig=AHIEtbTNuWldqwDAMW-jKruPJXaOwrP0mg&amp;pli=1">turning Greenland green</a>&#8221; è efficace). L&#8217;atlante più autorevole del pianeta (170 euro) annunciava baldanzoso che &#8220;per la prima volta è stato neccessario cancellare il 15% della calotta glaciale che ricopre la Groenlandia, un&#8217;area pari alla Gran Bretagna e l&#8217;Irlanda messe insieme che diventa &#8220;verde&#8221; e libera dai ghiacci. Una evidenza concreta di come il cambiamento climatico stia alterando la faccia del pianeta ad una rapidità allarmante&#8221;.</p>
<p>I cartografi dell&#8217;atlante avevano, secondo gli editori, studiato i dati degli ultimi 12 anni ed avevano mappato la scomparsa di 300.000 chilometri quadrati di ghiaccio.</p>
<p>Scaduto l&#8217;embargo, il Guardian, sempre vigile ai temi ambientali <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/2011/sep/15/new-atlas-climate-change?INTCMP=ILCNETTXT3487">aveva pubblicato una news</a> in cui mostrava a confronto le mappe precedenti e quella di questa ultima (la tredicesima) edizione dell&#8217;atlante. Anche un occhio inesperto avrebbe pronunciato un &#8220;wow&#8221; stupito vedento quelle ampie aree marroni ai bordi dell&#8217;isola. Sulla carta appare anche una nuova isola il cui nome inuit è Uunartoq Qeqertaq, nientemeno che &#8220;Isola-che-si-scalda&#8221;. Quasi una profezia.</p>
<p>Caduto il Guardian nella rete, gli altri media del globo hanno seguito. Ed in poche ore BBC, <a href="http://www.newscientist.com/blogs/shortsharpscience/2011/09/greenland-ice-sheet-loss-shows.html">New Scientist</a>, China Daily, India Times, Reuters, Nature, e poi il Buenos Aires Herald, The Australian. Ed altri ancora dal Pakistan alla Germania, dal Canada alla Spagna. Quando poi la news è stata ripresa da Yahoo e altre news on-line, l&#8217;effetto <em>virale</em> è stato immediato. Nel giro di poco tempo bloggers di tutto il mondo hanno strillato a squarciagola che la Groenlandia sarebbe presto stata ricoperta di vigneti e oliveti, <a href="http://blogeko.iljournal.it/2011/la-groenlandia-e-davvero-verde-latlante-del-times-e-la-nuova-normalita-del-mondo/63843">una groenlandia come la conobbe Erik il rosso</a> (amzi, peggio).</p>
<p><strong>Un</strong> <strong>drammatico errore</strong>.</p>
<p>La comunità scientifica si è accorta in poche ore dell&#8217;errore. E sulle mailing lists degli specialisti sono cominciate a girare mail allarmate. Ma allarmate da cosa? Gli scienziati non contestano il fatto che i cambiamenti climatici abbiano prodotto una riduzione dei ghiacciai in Groenlandia, ma affermano che l&#8217;entita&#8217; dello scioglimento dei ghiacci, &#8221;anticipata&#8221; dall&#8217;editore nell&#8217;atlante, e&#8217; errata e fuorviante. Non solo, visto la grossolanità dell&#8217;errore i climatologi, erano preoccupati del fatto che <strong>errori come questi danneggiano la credibilità degli studi scientifici</strong>. Così, i glaciologi ed i climatologi dello <a href="http://www.cam.ac.uk">Scott Polar Research Institute</a> (SPRI )britannico, e quelli del <a href="http://nsdic.org">National Snow and Ice Data Cente</a>r statunitense si sono attivati per ricostruire l&#8217;errore. Ed hanno <a href="http://www.cam.ac.uk/research/news/scientists-raise-concerns-regarding-erroneous-reporting-of-greenland-ice-cover/">subito informato</a> il pubblico, i media, e la casa editrice londinese della loro posizione. Questo accadeva il <strong>19 settembre</strong>.</p>
<div id="attachment_785" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://scienzapuntoalfa.files.wordpress.com/2011/09/image001.jpg"><img class="size-medium wp-image-785" title="image001" src="http://scienzapuntoalfa.files.wordpress.com/2011/09/image001.jpg?w=300&#038;h=211" alt="" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">La carta del Times Atlas, quella radar (NSDIC) ed una immagine satellitare della calotta</p></div>
<p>L&#8217;attenzione però era inizialmente concentrata sulla reazione dei media. &#8220;È deplorevole che la drastica riduzione dichiarata nell&#8217;atlante abbia avuto tanta attenzione nei media&#8221;, diceva il glaciologo dello SPRI Poul Christoffersen.  Gli occhi degli esperti, insomma, erano puntait sui media, sempre affamati di scoop. Nella comunità scientifica le reazioni erano le più diverse: chi diceva di lasciar perdere, chi che bisognava agire sui media, chi sull&#8217;Atlas, chi accusava il pubblico, e chi sottolineava che loro stessi erano chiamati in causa in qualità di detentori delle informazioni scientifiche.</p>
<p>Eppure, se confermata, la carta presentata dall&#8217;autorevole atlante sarebbe stata davvero una notizia importante, una informazione che meritava di essere fatta circolare (in un periodo in cui si discute tanto sul cambiamento del clima e gli scettici negano l&#8217;esistenza di evidenze su questo fenomeno). In più, il comunicato stampa della casa editrice puntava proprio sul dare risalto a questa nuova carta, che rappresentava insomma il &#8220;nuovo mondo&#8221; in cui viviamo. Il giornalista del Guardian ha replicato notando che lui non poteva sapere dell&#8217;errore, che l&#8217;Atlas è una sorgente tra le più autorevoli e che la notizia era importante. Insomma, non era il classico <em>sensazionalismo</em> che gli scienziati tendono a vedere in molte notizie effettivamente importanti o riportate (questo si&#8217;) con enfasi, era un evento rilevante, forse storico (effettivamente anche un bambino noterebbe la differenza tra le vecchie mappe e quella nuova). Lui e la redazione del Guardian avrebbero sicuramente pubblicato una rettifica a fronte di una evidenza, scientifica e precisa, dell&#8217;errore nell&#8217;atlante, e della replica della casa editrice. Ragionevole, no?</p>
<p>La prima reazione della HarperCollins è stata netta: &#8220;Siamo i milgliori in questo campo. Siamo sicuri dei dati usati nella nostra cartografia. Abbiamo usato i dati della NSDIC. Loro usano dati radar per misurare il ghiaccio permanente. Noi abbiamo confrontanto i dati del 1999 con quelli del 2011. Ed i nostri dati mostrano una riduzione del 15%. Il dato è categorico.&#8221;</p>
<p>Ma molti scienziati erano già all&#8217;opera e lo stesso <strong>19 settembre</strong>, una possibile sorgente di errore era già stata individuata. Si trattava di una <a href="http://nsidc.org/cgi-bin/atlas_north?zoomdir=0&amp;zoomsize=2&amp;imgxy=250.0+250.0&amp;imgext=-2433696.965178+-2539490.238345+-174486.274678+-280279.547845&amp;layer=land&amp;layer=coastlines&amp;layer=copyright&amp;layer=&amp;layer=greenland_ice_thickness">mappa </a>ricavata da dati radar e della NSDIC, certamente. Ma ritraeva una variazione di spessore, non uno spessore assoluto. Ted Scambios, glaciologo presso lo NSDIC, in una comunicazione alla casa editrice ha detto che &#8220;La perdita di massa glaciale della Groenlandia è imponente ed in accelerazione. Ma i dati usati nel Times Atlas sono scorretti e non sono stati discussi con i ricercatori&#8221;. L&#8217;<a href="http://wattsupwiththat.com/2011/09/17/complaints-over-false-info-in-new-times-world-atlas-grow/">istituto polare danese aveva già commentato il 17 settembre</a>. Mostrando poi una <a href="http://wattsupwiththat.com/2011/09/19/there-is-to-our-knowledge-no-support-for-this-claim-in-the-published-scientific-literature/">carta ottenuta dal satellite</a>, la NSDIC ha reiterato il proprio disaccordo con il Times Atlas. La BBC si affrettava a <a href="http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-14969399">rendere pubblico l&#8217;errore</a>. Secondo gli scienziati la perdita di massa della calotta groenlandese si aggira intorno allo 0.1% (nella ultima decade).</p>
<p>Il <strong>20 settembre</strong> il Guardian pubblicava l&#8217;<a href="http://www.guardian.co.uk/environment/2011/sep/20/times-atlas-incorrect-greenland?intcmp=239">ammissione </a>(una &#8220;disdetta umiliante per la HarperCollins (parte dell&#8217;impero di Murduch)&#8221;, dice l&#8217;articolo. A seguire, molti altri media e blog, hanno riportato il dietrofront della casa editrice londinese.</p>
<p>Il <strong>22 settembre</strong> la HarperCollins<a href="http://www.harpercollins.co.uk/News_and_Events/News/Pages/Clarification-on-The-Times-Comprehensive-Atlas-of-the-World-13th-edition.aspx"> ha ammesso pubblicamente l&#8217;errore</a> ed ha sciolto ogni riserva. La casa editrice promette di produrre quanto prima un inserto, distribuito via internet, che andrà a sostituire la cartografia dell&#8217;artico. Ma questa volta, dicono, lavoreranno spalla a spalla con glaciologi e climatologi.</p>
<p><strong>Emailgate, Himalayagate ed ora il possibile Atlasgate?</strong></p>
<p>Quello che gli scienziati temevano era un altro &#8220;<em>climagate</em>&#8220;, un altro drammatico caso di denuncia pubblica di un errore scientifico, o etico. Nel caso dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Climatic_Research_Unit_email_controversy">emailgate </a>(2009), le mail di un gruppo di scienziati furono catturate da un pirata informatico e pubblicate. Ne usciva una poco edificante immagine di ricercatori dai comportamenti eticamente scorretti su un fitto scambio di comunicazioni tra i ricercatori su come filtrare le informazioni per manipolare le informazioni per il pubblico in modo da non pubblicare dati e numeri che contesterebbero la loro teoria. I teorici della cospirazione climatica (che non si nutrono unicamente di libri fantasy alla Crichton) avevano trovato una splendida <a href="http://blogs.telegraph.co.uk/news/jamesdelingpole/100017393/climategate-the-final-nail-in-the-coffin-of-anthropogenic-global-warming/">smoking-gun</a> della loro teoria. Tra le conseguenze di quell&#8217;avvenimento ci fu una pesante critica alla mancanza di trasparenza da parte degli scienziati, ad opera della <a title="House of Commons (United Kingdom)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/House_of_Commons_%28United_Kingdom%29">House of Commons</a> <a title="Science and Technology Select Committee" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Science_and_Technology_Select_Committee">Science and Technology Select Committee</a>.</p>
<p>l&#8217;Himalayagate riguarda un dato riportato nel rapporto del 2007 della IPCC in cui si annunciava che i ghiacciai Himalayani sarebbero scomparsi entro il 2035. Dato ovviamente improbabile, anzi impossibile. <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/environment/article6991177.ece">Che si scoprì poi essere stato preso non da riviste scientifiche, ma da un articolo di stampa, poi ripreso dal WWF</a>. Un errore, questo, che sfiora il ridicolo. Ma per questo ancor più grave se si pensa il ruolo politico e il numero di esperti implicati nella stesura dei rapporti dell&#8217;IPCC. Per gli scettici del clima, questa non era che una nuova prova del fatto che il mondo intero è tenuto in scacco da <a href="http://buythetruth.wordpress.com/tag/himalayagate/">ricercatori affamati di fondi e pronti a terrorizzarci con teorie senza fondamenta</a>.</p>
<p>Ecco quindi pronto il nuovo Atlasgate. Che forniva ai complottisti una nuova bomba. Il Times Atlas era sensazionalistico, errato, l&#8217;intera teoria sta in piedi su dati imprecisi, scienziati in cerca di fama, eccetera. Se gli scienziati non avessero reagito immediatamente, se non si fossero mobilitati pubblicamente, alzando la voce, il rischio era proprio di fornire combustibile agli scettici. E molti, all&#8217;interno della comunità scientifica spingevano in questo senso. Il pubblico è ignorante, i media amplificano gli scandali, lasciamoli andare per la loro strada, dicevano alcuni nelle mailing lists del settore. Altri invece facevano notare che non si trattava di un errore scientifico, poichè nessuno scienziato avrebbe mai sostenuto l&#8217;ipotesi del 15% del ritiro (&#8220;bastava che i cartografi prendessero un telefono e chiamassero un qualunque numero dell&#8217;istituto, nessuno avrebbe sostenuto un valore simile&#8221;), una ipotesi pseudo-scientifica, non scientifica, ma che poteva danneggiare la scienza in ogni caso. Reagendo, grazie anche all&#8217;ausilio di internet, gli scienziati hanno scongiurato il rischio di essere ridicolizzati o accusati di faciloneria, e si sono presentati invece come una comunità di esperti, vigili, e pronti a correggere pubblicamente gli errori che vanno contro alla conoscenza scientifica. Il rischio era quello di trovarsi al banco degli imputati, ma mostrandosi pubblicamente e prendendo posizione, hanno invece mostrato competenza, serietà e coinvolgimento sociale.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/782/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=782&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Scienza (non)etica</title>
		<link>http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/09/04/scienza-nonetica/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 12:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Societa&#039;]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli anni &#8217;40 dei ricercatori americani hanno compiuto ricerche in Guatemala su malattie sessualmente trasmesse (Sexually Transmitted Diseases) su almeno 1500 persone. Si trattava prevalentemente di prostitute, carcerati e persone con infermità mentale, insomma, individui considerati di serie &#8220;B&#8221; a cui non era stato chiesto alcun consenso. Una commissione americana di esperti in bioetica ha &#8230; <a href="http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/09/04/scienza-nonetica/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=775&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni &#8217;40 dei ricercatori americani hanno compiuto ricerche in Guatemala su malattie sessualmente trasmesse (<a href="http://www.total-health-care.com/lang/it/family-health/sexually-transmitted-disease.htm">Sexually Transmitted Diseases</a>) su almeno 1500 persone. Si trattava prevalentemente di prostitute, carcerati e persone con infermità mentale, insomma, individui considerati di serie &#8220;B&#8221; a cui non era stato chiesto alcun consenso. Una commissione americana di esperti in bioetica ha ora pubblicato un <a href="http://www.hhs.gov/1946inoculationstudy/factsheet.html">rapporto </a>su questa vicenda (evidenziando, tra l&#8217;altro, come gli stessi ricercatori avessero compiuto ricerche simile anche in Indiana, US).</p>
<p>Il rapporto dice con chiarezza che gli individui coinvolti in questi studi furono <strong>intenzionalmente</strong> affetti con malattie sessualmente trasmesse. I risultati dello studio non furono mai resi pubblici. Il governo degli Stati Uniti si è scusato ufficialmente con il governo guatemalteco per la vicenda. La rivista The Scientist pubblica un breve pezzo dal titolo &#8220;<a href="http://the-scientist.com/2011/08/30/lessons-from-past-unethical-experiments/">Lezioni da esperimenti non-etici del passato</a>&#8221; e la mia domanda è: cosa abbiamo veramente appreso da questa esperienza? Abbiamo accresciuto il nostro senso etico? Speriamo.</p>
<p><a href="http://www.hhs.gov/1946inoculationstudy/factsheet.html" target="_blank"><br />
</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/775/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=775&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I gas serra dimenticati</title>
		<link>http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/08/26/i-gas-serra-dimenticati/</link>
		<comments>http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/08/26/i-gas-serra-dimenticati/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 21:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Non solo CO2, anche altri gas giocano il loro ruolo nel riscaldamento climatico. E di sicuro la CO2 è la regina dei gas-serra. Ma alcuni scienziati avvertono che trascurare gli altri gas è una occasione mancata, perchè ridurre le emissioni di questi altri sarebbe più facile e darebbe presto dei risultati. Insomma, darebbero un attimo &#8230; <a href="http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/08/26/i-gas-serra-dimenticati/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=771&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo CO2, anche altri gas giocano il loro ruolo nel riscaldamento climatico. E di sicuro la CO2 è la regina dei gas-serra. Ma alcuni scienziati avvertono che trascurare gli altri gas è una occasione mancata, perchè ridurre le emissioni di questi altri sarebbe più facile e darebbe presto dei risultati. Insomma, darebbero un attimo di respiro ad un problema che pare non abbia soluzioni. Rallenterebbe il treno lanciato contro il muro, per usare una metafora che ho sentito riferendoci all&#8217;approccio della politica corrente.</p>
<p>Ne ho parlato su <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/08/03/news/i_gas_serra_dimenticati_non_basta_fermare_la_co2-19970722/">repubblica.it</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/771/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=771&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Perchè piace l&#8217;Open Access</title>
		<link>http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/07/07/perche-piace-open-access/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 14:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Societa&#039;]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo attendevano molti scienziati, lo desideravano molti tra pubblico, media, politici. Ora che l&#8217;&#8221;open access&#8220;, ovvero la pubblicazione di ricerche scientifiche in riviste accessibili a tutti senza sottoscrizione ed abbonamenti (spesso costosi), è una realtà consolidata, la rivista Public Library of Science (PLoS) presenta i risultati di una analisi su questa recente forma di pubblicazione, &#8230; <a href="http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/07/07/perche-piace-open-access/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=761&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo attendevano molti scienziati, lo desideravano molti tra pubblico, media, politici. Ora che l&#8217;&#8221;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Open_access_%28publishing%29">open access</a>&#8220;, ovvero la pubblicazione di ricerche scientifiche in riviste accessibili a tutti senza sottoscrizione ed abbonamenti (spesso costosi), è una realtà consolidata, la rivista <a href="http://www.plosone.org">Public Library of Science (PLoS)</a> presenta i risultati di una analisi su questa recente forma di pubblicazione, in cui chiunque puo&#8217; accedere agli articoli scientifici con un <em>click</em>.<br />
Il numero di articoli pubblicati in riviste &#8220;open access&#8221; è cresciuto negli anni. Oggi ci sono più di 6000 riviste accessibili al pubblico.</strong></p>
<p>Lo <a href="http://www.plosone.org/article/fetchArticle.action;jsessionid=9CA6C9CE0B7A25F7E4F6B49DEFC7E169.ambra01?utm_content=jacopo_list%40yahoo.it&amp;utm_medium=Email&amp;utm_campaign=Ten-fold+increase+in+Open+Access+publishing+during+the+last+decade+-+A+Release+fromPLoS+ONEcontent&amp;utm_source=VerticalResponse&amp;articleURI=info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0020961&amp;utm_term=http%3A%2F%2Fwww.plosone.org%2Farticle%2Finfo%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0020961">studio</a>, pubblicato appunto su una rivista &#8220;open access&#8221;, PLoS, è stato condotto da ricercatori della Hanken School of Economics. I risultati: una rapida crescita degli articoli pubblicati nel periodo 1993-2009. Nel 2009 sono stati pubblicati circa 191.000 articoli su 4.769 riviste. Negli ultimi dieci anni c&#8217;è stata una crescita media del 30% annuo di articoli pubblicati in questo formato. Nel 2009 gli articoli pubblicati in giornali open access erano il 7.7% del totale delle pubblicazioni <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-04-29/peer-review-190930.shtml?uuid=Aa6B00SD"><em>peer review</em></a>.</p>
<p>Gli scienziati, insomma sono sempre piu&#8217; interessati a pubblicare su riviste che siano accessibili a tutti.</p>
<p>Ho chiesto a Federico Giglio, geochimico presso l’Istituto di Scienze Marine  (<a href="http://www.ismar.cnr.it/" target="_blank">CNR-ISMAR</a>) qualche commento sull&#8217;open access. Riporto fedelmente.</p>
<p><strong>Q. open access: quali sono i &#8220;pro</strong>&#8220;?<br />
R. Sono convinto che il sistema Open Access favorisca una piu’ ampia e capillare diffusione delle informazioni scientifiche e quindi e’ in grado di fornire un consistente contributo alla ricerca scientifica anche in termini di riduzione dei tempi nella condivisione dei nuovi stadi di avanzamento nei diversi campi della conoscenza. Questo anche grazie alla diminuzione dei tempi di pubblicazione che prima arrivavano in molti casi fino a qualche anno. Open Access permette di ridurre sensibilmente questi tempi portandoli sull’ordine di qualche mese, in genere tra i 6 ed i 12.</p>
<p><strong>Q. Ed i &#8220;contro</strong>&#8220;?<br />
R. Il rischio potrebbe essere quello di un abbassamento della qualità delle pubblicazioni che si potrebbe verificare in seguito alla maggiore richiesta di lavori da pubblicare. Maggiore richiesta + minori tempi di revisione = minore qualità ed accuratezza.<br />
Per superare questo problema è fondamentale avere un altissimo livello degli editori che di fatto si assumono la responsabilità, sulla base dei commenti di revisori esterni, della pubblicazione o meno di un lavoro.</p>
<p><strong>Q. In genere il ricercatore paga per pubblicare su un OA journal. Quanto costa pubblicare per esempio su Plos?</strong><br />
R. Non ho mai pubblicato su Plos, ma e’ facile verificare dal sito che il costo per la pubblicazione e’ circa di US$ 1350. Molte riviste, in particolare di neo costituzione, offrono sconti e/o pubblicazioni gratuite a scopo promozionale, tuttavia il costo generalmente e’ legato all’”Impact factor” della rivista che in ambito Open Access e’ mediamente piu’ alto rispetto al circuito tradizionale. Bisogna pero’ specificare che a fronte dei costi di pubblicazione vengono risparmiati quelli legati all’abbonamento delle riviste come previsto nei comuni contratti editoriali. Inoltre non sono previsti costi aggiuntivi, come sovente avviene per le normali riviste, legati alla necessità di utilizzare immagini a colori oppure all’eccedenza del numero di pagine rispetto a quelle previste.</p>
<p><strong>Q. Quando si pubblica su una rivista OA chi copre i costi?</strong></p>
<p>R. Il problema e’ che, se prima i costi relativi all’abbonamento della rivista era generalmente pagato su fondi “Istituzionali (dipartimenti biblioteche ecc..) quelli legati alla pubblicazione Open Access vanno a gravare sui fondi di ricerca del singolo ricercatore. Da qualche tempo, e soprattutto quando possibile, si iniziano a prevedere nella preparazione dei budget dei progetti una percentuale di fondi da utilizzare proprio a questo fine.</p>
<p><strong>Q. Ho letto bene: 191mila articoli? Sono tantissimi! 4796 riviste? Sono anche tantissime! Non c&#8217;è una proliferazione esagerata di articoli e riviste?</strong><br />
R. Certo come dicevo prima, uno dei rischi potrebbe essere proprio questo. Per quanto riguarda le riviste sono sicuro che dopo l’entusiasmo iniziale il numero si assesterà e non si verificherà un incremento indiscriminato. Inoltre l’elevato numero di riviste nasce anche dall’eccessiva specializzazione verso cui la ricerca spesso si muove. Negli ultimi anni si rincomincia a parlare di multidisciplinarieta’ e questo potrebbe portare all’accorpamento di diverse riviste per aumentare gli ambiti di pubblicazione.<br />
Infine proprio i costi di pubblicazione di cui parlavamo potrebbero diventare una forma di tutela per la qualita’, infatti nella procedura di pubblicazione il pagamento avviene al momento della sottomissione del lavoro e non alla sua reale accettazione, e questo e’ sicuramente porta i ricercatore a presentare lavori di buon livello gia’ nella fase di sottomissione.</p>
<p><strong>Q. Certo che se vedo il risultato finale: 7.7% del totale delle </strong><br />
<strong>pubblicazioni peer review, il valore si ridimensiona. Insomma: i giornali &#8220;vecchio stile&#8221; tengono ancora&#8230; come mai? Come sarà in futuro secondo te?</strong><br />
R. Io credo che il sistema “Open Access” sia un futuro obbligato per il sistema della pubblicazione scientifica. Anche le riviste “vecchio stile” dovranno aggiornarsi altrimenti rischieranno di venire tagliate fuori. Certo il passaggio sara’ graduale, penso che a breve potrebbero iniziare le riviste piu’ specifiche ma sono sicuro che anche i grandi e potenti dinosauri come “Science” e “Nature” prima o poi dovranno accettare il cambiamento.<br />
La difficoltà principale e’ legata al fatto che, in un periodo di crisi anche per i fondi di ricerca, come quello che stiamo vivendo, molti ricercatori sono obbligati ad orientarsi verso i circuiti tradizionali in quanto non possono permettersi di investire soldi per le pubblicazioni, e questo, se tale situazione perdurasse a lungo, potrebbe diventare un grosso fattore limitante per lo sviluppo di Open Access.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/761/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=761&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Conflitti per il polo nord#2</title>
		<link>http://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/06/12/conflitti-per-il-polo-nord2/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 19:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jacopopasotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Riguardo al mio post  e l&#8217;articolo su Repubblica.it, c&#8217;e&#8217; gia&#8217; da fare un aggiornamento importante: anche il Canada dichiara diritti di possesso del polo nord geografico. Tutti segnali di un riscaldamento dell&#8217;artico, climatico e politico.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=759&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo al mio <a href="https://scienzapuntoalfa.wordpress.com/2011/06/09/conflitti-per-il-polo-nord/">post  </a>e l&#8217;articolo su Repubblica.it, c&#8217;e&#8217; gia&#8217; da fare un aggiornamento importante: <a href="http://www.northernstrategy.ca/index-eng.asp">anche il Canada dichiara diritti di possesso del polo nord geografico</a>. Tutti segnali di un riscaldamento dell&#8217;artico, climatico e politico.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/scienzapuntoalfa.wordpress.com/759/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=scienzapuntoalfa.wordpress.com&amp;blog=23035935&amp;post=759&amp;subd=scienzapuntoalfa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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